Catalano vs castigliano: mito o realtà?
mercoledì, 18 giugno 2008
Visto che in questi giorni si parla tanto di calcio e io sono senza speranze sia come giocatore che come spettatore, parlerò di un altro match sempre attuale qui in Spagna. Quello eterno tra Castiglia e Catalogna e in particolare tra la lingua castigliana e quella catalana.
Torno da una vacanza nella Catalogna profonda, a Girona per essere precisi, dove per la prima volta ho potuto fare un vero confronto tra queste due realtà della Spagna attuale, sulle quali sentirete opinioni diversissime, a seconda della campana. Ma cosa c’è di reale in questo scontro tra culture? È vero che i catalani si irritano se sentono parlare in castigliano e viceversa?




Con quest’articolo non pretendo in nessun modo di emulare Kundera, anche perché ne diceva di cazzate, bensì vorrei offrirvi uno spunto di riflessione piuttosto personale sugli Spagnoli in generale, e in particolare a Madrid. Qualche tempo addietro mi soffermai a pensare: “Sono qui ormai da quattro anni e mezzo, ne ho conosciuta di gente… e allora perché ho pochissimi amici spagnoli? Amici che si possano definire tali, persone su cui si possa contare e con cui si condivida molto se non tutto. Sto forse sbagliando qualcosa?” Vediamo se riesco a spiegarvelo senza annoiarvi.
Cari amici, non vi voglio tediare con una pesante lezione di filosofia, anche perché le mie fonti sono poche e sempre più scarne, in questo post vi voglio semplicemente dimostrare come la ricerca filosofica abbia avuto negli spagnoli un effetto culturale totalmente inverso rispetto a quello che ha avuto su di noi.
Sono italiano e vivo a Madrid. Me ne sono andato dall’Italia per diversi motivi, non certo perché odiassi gli italiani, anche se devo dire che a volte all’estero s’incontra gente del nostro paese che ci fa vergognare di appartenerci. Me ne sono andato dall’Italia per mille motivi ma non voglio annoiarvi, in questo post vi voglio parlare degli italiani che si possono incontrare in questa splendida città ma non di quelli che ci fanno vergognare, ma di quelli che ti fanno pensare che siamo un popolo davvero speciale. 


