
Oggi è l’undici marzo, anniversario dell’attentato più devastante mai vissuto da Madrid. Sono trascorsi ormai quattro lunghi anni da quella coperta e grigiastra mattina, dal cielo come un blocco di ghisa sorda, come direbbe Brizzi, in cui mi svegliai fortunatamente molto più tardi del solito, ma i fotogrammi di quella fatidica giornata sono ancora impressi nitidamente nella mia pellicola mentale, malgrado la velocità a cui i miei occhi furono costretti a scattarli.






Ogni tanto mi diletto e vi diletto (spero!) con post sentimentali, ogni tanto parlo di Madrid come se fosse una citta ideale,ogni tanto esagero. Giusto per mantenere quella radice illuminista infusami da mio padre, senza smoderatamente lasciarmi trasportare dalla vena romantica e decadente donatami da mia madre, vi parlerò di un aspetto di Madrid che fino ad ora ho tenuto celato. 
Madrid si colora d’Italia. Da una settimana a questa parte le strade di Madrid sono invase e pervase da Italiani. Turisti, studenti, lavoratori, ce n’è per tutti i gusti. Madrid attrae, ci attrae. Kerouac diceva che non importa la destinazione, che basta andare, partire. Sembra che gli italiani abbiano aggiunto una postilla a questo pensiero, sembra che per noi sia importante andare, sì, ma a Madrid.
Madrid è una città pulita. Madrid è una città sporca.



