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M5S: Firma day @ Madrid
COSA: firmare perché il MoVimento 5 Stelle possa partecipare alle prossime elezioni politiche nella circoscrizione estero
QUANDO: lunedì 7 gennaio dalle 9:30 alle 14:00. Nella Comunidad de Madrid è un giorno festivo, ma il consolato sarà aperto!
DOVE: Calle Augustín de Betancourt, 3 (metro Nuevos Ministerios). Se si trova chiuso citofonare all’ingresso principale o a quello secondario (ang. calle Cristóbal Bordiù)
COME: non è necessario avere l’appuntamento, ma soltanto essere iscritti all’AIRE. Ricordatevi di chiedere delle due liste per Camera e Senato e firmate su entrambe!
Italiani all’estero: come votare per le primarie del centro sinistra.
Mentre tutta Spagna scende in piazza per lo sciopero generale europeo 14-N bloccando gravemente non solo i servizi ma la produzione di grosse industrie da Madrid a Barcellona, come Nissan e Seat, mentre attori famosi si barricano in un teatro in difesa della cultura e mentre la sinistra cerca di far cambiare la legge ipotecaria provando a limitare i casi di sfratto ormai all’ordine del giorno, in Italia proviamo a cambiare le cose compiendo sempre le stesse azioni, ma almeno chi ci crede ha la possibilità di scegliere democraticamente la persona in grado di guidare la sinistra per per la prossima legislatura. Read more
La rivoluzione dal divano o la ribellione in piazza
Come spesso capita, giovedì scorso, dal divano del mio appartamento a Madrid, approfittando del potere concessomi da internet, mi stavo masochisticamente punendo guardando Ballarò in streaming. Così, mentre, a Madrid, migliaia di persone indignate scendevano in Piazza, io dal mio divano, mi indignavo davanti a una Polverini che con un forte accento romano faceva di tutto per passare come capro espiatorio di una situazione che tutti conoscevano tranne lei. Così ho postato la mia indignazione sulla differenza di atteggiamento tra Italia e Spagna, divano e piazza.
Nei giorni a seguire, i social network hanno preso la Spagna come modello per la forza e l’impegno politico attivo dei più confrontandolo a quello passivo italiano. Come di solito accade, quando mi trovo d’accordo con troppe persone, provo a mettere in dubbio il mio ragionamento, ad approfondirlo e a guardarlo da altri punti di vista e questo post è il risultato di questa riflessione.
Innanzitutto dovete sapere che per cultura lo spagnolo medio non è uno che sta in casa, bensì una persona sempre ben disposta a partecipare attivamente alle differenti iniziative sociali, da quelle interessanti politicamente e socialmente a quelle più mondane e meno impegnate.
Prendo ad esempio un po’ di numeri: quando a maggio il Real Madrid ha vinto la liga per la 32esima volta, 30.000 persone si sono riunite in Plaza Cibeles e la polizia ne ha detenute una decina e mandate altrettante all’ospedale, quando la Spagna ha vinto il mondiale per Madrid c’erano più di 1 milione dei persone, L’11 settembre 2012 a Barcellona, per la marcia dell’indipendenza della catalunya c’erano (secondo la polizia) 1 milione e mezzo di persone, in realtà 2 milioni totalmente passato inosservato.
Nella la manifestazione di Maggio (Toma la Calle) a cui per altro ho partecipato c’erano circa 20.000 persone e la famosa “acampada” di Sol, secondo elpais, ha riunito 35.000 persone. L’ultima manifestazione, quella di cui parliamo in questo articolo, quella nella quale si chiedevano le dimissioni del governo, si parla di 20.000 persone inizialmente e di 4.000 dopo le cariche.
Come – ammetto le mie colpe – si sente ripetere da chi guarda al movimento spagnolo come un esempio a seguire, in Spagna ci sarebbe in atto una rivoluzione, ma io da quando sto osservando questo movimento e queste manifestazioni, seppur appoggiando il malcontento di fondo, non capisco dove sia la rivoluzione. La rivoluzione (dal tardo latino revolutio, -onis, rivolgimento) è un mutamento improvviso e profondo che comporta la rottura di un modello precedente e il sorgere di un nuovo modello.
Quindi, dato che dal 15 maggio 2010 si parla di rivoluzione, mi piacerebbe capire qual è il modello che si vuole sostituire con questo. Quando sono arrivato in Spagna si parlava di Zapatero come del primo Obama poi è arrivata la crisi, quella si che è stata una rivoluzione, dato che in quasi tutti gli stati europei ha capovolto il governo e sostituito la destra con la sinistra e viceversa. In Spagna il PP ha avuto una preferenza da panico ha vinto quasi tutte le province, Mariano Rajoy, uno qualsiasi, uno che ha perso per 8 anni facendo opposizione mentre la Spagna tagliava traguardi sociali che noi ad oggi ci sogniamo, ha preso il potere per smazzarsi la patata bollente dei tagli e del “rescate economico”.
Con un livello di disoccupazione al 23% e con una riforma economica all’orizzonte basata sulla filosofia dei tagli voluta dalla Germania, è normale e giusto che nascano queste manifestazioni, che però, devo ammettere, credo che lascino un po’ il tempo che trovano e che assomigliano più a ribellioni che a rivoluzioni.
La rivolta o ribellione è un atto di sollevamento del popolo contro un ordine costituito, che il più delle volte è lo stato. Più specificamente, la ribellione può anche riferirsi al rifiuto di una legge, di un principio o anche di una moda. I ribelli possono manifestare il loro dissenso attraverso la disobbedienza civile o anche atti di violenza.
Chiarisco il mio punto di vista, capisco le motivazioni che spingono a scendere in piazza e capisco anche l’importanza delle manifestazioni, ma, della Spagna, non è questo che guarderei con invidia, perché, a mio modesto giusdizio, queste manifestazioni non hanno un fine chiaro e soprattutto un obiettivo raggiungibile, ma sono urla soffocate di malcontento purtroppo non canalizzate in una direzione costruttiva.
Ci aspettiamo forse che Mariano si svegli il giorno dopo i disturbi e si dimetta in seguito alla richiesta di una manifestazione che può tranquillamente controllare infiltrando polizia tra i manifestanti e raggirando l’opinione pubblica come fanno da sempre tutti i governi del mondo?
Vi ricordate Genova durante il G8 e la beffa dei black block? Siamo ancora fermi li?
Bisogna andare oltre le urla, bisogna unire le voci, bisogna trasformarle in programma, bisogna proporre e partecipare.
Io credo che in Italia grazie al movimento a 5 stelle, favorevoli o contrari che siate, si sia finalmente tagliato un traguardo, in Italia stiamo canalizzando quella forza, quello stesso malcontento che in Spagna riunisce migliaia di persone, in italia è diventata la seconda forza politica. Durante il V-Day del 2007 si parlava di 5 milioni di persone, (50.000 solo a bologna).
Noi abbiamo capito una cosa: il web è l’unica piazza in cui ancora non riescono a infiltrarsi, ci provano continuamente ma non ce la fanno, grazie a questa forza possiamo scendere in piazza più organizzati e quindi più forti, per una volta siamo i primi in Europa a costruire una cosa del genere, prendiamoci le nostre vittorie.
Spanish revolution
Vorrei poter avere un racconto in prima persona da offrirvi di quello che sta succedendo in questi giorni a Madrid, più precisamente in centro, più precisamente sotto casa mia. Ma, non mi vergogno di ammettere, che non ho preso in considerazione nemmeno per un secondo l’idea di scendere in strada, sono una fifona! (Per di più bassa, mi calpesterebbero subito, ma questa è un’altra storia..)
Ho seguito gli avvenimenti su internet, su facebook, sulle pagine dei quotidiani internazioni, io e il mio fedele elicottero sopra la testa. Ho visto le foto, di anziani sanguinanti perchè finiti in mezzo, di poliziotti che caricavano, e mi dispiaceva.
Ma non voglio fare del sentimentalismo, solo pensavo che anche se io non ho il coraggio di scendere a manifestare, mi piacerebbe sentire il racconto in prima persona di qualcuno che ieri sera c’era, o che ci sarà stasera.
Nel frattempo faccio una velocissima rassegna stampa delle testate italiane e spagnole di oggi, per mettere a confronto le parole e le interpretazioni.
Buona manifestazione. Io sono con voi.
LA REPUBBLICA
Congresso sotto assedio a Madrid. Scontri tra polizia e indignados
La BCE riscatta il sistema bancario spagnolo
Verranno iniettati nel sistema economico spagnolo 100.000 milioni di euro a un tasso di interesse di circa del 3%. In questi giorni, nonostante si cerchi di tenere il popolino impegnato a guardare il calcio, in Spagna e qui a Madrid non si parla d’altro. Qui lo chiamano “rescate” e cercano di venderlo come la cosa migliore che potesse accadere in questo momento. La domanda più frequente che si legge su twitter è: “se è una cosa così positiva, perchè non si è chiesto prima, perchè è stata la Commissione Europea a costringere la Spagna a intervenire?”. Read more
Lettera a Pier Luigi Bersani da Madrid
Onorevole Bersani,
Le voglio raccontare una storiella spagnola, perchè possa, forse, interpretare in maniera differente l’attuale risultato elettorale italiano.
Ne parlo in maniera semplice e semplicistica perchè non sono in grado di farlo in maniera altisonante e approfondita come gli invitati degli illustrissimi salotti dai quali voi, alte cariche dello stato, interpretate, scegliete e condizionate le vite di chi come me può, quasi sempre, solo osservare e subire scelte dettate da interessi lontani o, in molti casi, opposti a quelli dei cittadini. Read more
Elezioni 2011: Spagna si concede al PP
Era già scritto, il PSOE ha accettato questa sconfitta da tempo, dalla comunicazione di Zapatero di non presentarsi come candidato per le elezioni. Rubalcaba non ha mai avuto abbastanza carisma per rimettere in piedi il partito, ma non tanto per demeriti, quanto perchè impossibile nella situazione che stiamo vivendo in Spagna, come in Europa del resto. Read more
Ipocrisie politiche
Comunisti, fascisti, socialisti, democristiani, questi erano quelli di una volta.Centro-destra, centro-sinistra, centro-dipende(da cosa mi conviene), sono quelli di adesso.In Spagna PP, PSOE e poi il vuoto cosmico.
E una sola domanda: questa gente ci rappresenta?In Italia Grillo parla di PdL e Pdmenoelle, in Spagna gli indignados fanno riferimento al PPSOE, una sorta dipartito unico che si spartisce la torta a turno.Non sono un grillino, e sono indignado solo in parte, però una cosa ce l’ho ben chiara: questi partiti, e più ingenerale, questo sistema politico, non mi rappresenta. Read more
L’Italia s’è desta? Mamma, butta la pasta !!!
Il video di un italiano in esilio a Madrid, mio punto di vista, per tutti quelli contrari, come al solito commenti aperti a tutti.
Italia, forza!













