Zollo

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zolloZollo è un giovane e talentuoso cosmopolita, amante della vita in tutte le sue forme, soprattutto quelle femminili. I suoi amici lo chiamano Zollo, ma si chiama Luca Zollino, il suo nome finisce con l’inizio e il suo cognome inizia con la fine, parola quest’ultima che teme a tal punto dal non riuscire a porla in nessun progetto o iniziativa. Da sempre impegnato in mille e svariati progetti mai portati a termine si considera inconcludente per natura e accetta la sua condizione senza però astenersi da continue lamentele ed inutili tentativi di svolta. Adora la città, i lampioni, i pub e i banconi.

La città è il suo habitat naturale, respira smog e sigarette, beve whisky e mangia donne. Persona semplice per natura osserva mentre cammina la gente cieca che corre e sorride. È un poeta in un mondo di poeti con più soldi di lui. È un pittore in un mondo di pittori con più talento di lui. Ascolta jazz, blues e gli piacciono i locali con le luci blu e un sax in sottofondo. Non sa suonare neanche uno strumento, se gli chiedete di parlarvi di ritmica probabilmente inizierà a parlarvi delle tutine attillate delle ballerine di ginnastica o più semplicemente vi manderà affanculo. Ma se pensa di sentire qualcuno suonare male ordinerà un whisky di almeno 12 anni, sempre con acqua e ghiaccio a parte.

Vive di vecchi film e foto in bianco e nero, si sente Humphrey Bogart in Casablanca ma ricorda di più Paolo Villaggio in “Fracchia e la belva umana”. Vive per gli amici e per la sua famiglia. Odia i gatti, tranne due. Odia le donne, tranne una. Come dice sua madre ha sempre la risposta pronta ed ha provato sulla sua pelle che questo lo porterà lontano, lontano da quello a cui risponde, per terra, alla distanza circa di due metri e con gli occhiali rotti. Gli occhiali, insieme al cappello sono uno dei suoi distintivi.

In questo momento sta vivendo il periodo bianco, se nella notte di Madrid vedrete barcollare un cappello marrone con un paio di occhiali bianchi non fermatelo a meno che non abbiate “intenzioni serie” o non vogliate offrirgli qualcosa da bere. Le lettere di Seneca erano tutte dirette a lui. Ne è convinto. Per questo motivo l’unica cosa che gli interessa è guadagnare tempo, ha provato con un flusso canalizzatore ma al momento non ha reso pubblici i risultati. Ossessionato dall’esprimersi e dal creare, scrive. Racconti, sceneggiature. Inventa storie ma è una persona vera. E con Sandro e Santa, altre due persone vere, gli amici con cui condivide gli amari sapori della sua nuova città, si è lanciato in questa nuova avventura, un blog, che parli di loro, di lui, dei gatti e dei tombini, delle scritte sui muri e dei lampioni spenti, del marciapiede bagnato e delle finestre accese, delle voci nella notte e dei silenzi nel giorno, analizzando tutti componenti della scala di grigi che colorano il suo palcoscenico. Questo è uno dei suoi tanti progetti ai quali ci auguriamo che davvero non vi sia spazio per la parola fine. FINE.

luca.zollino@gmail.com

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